1.4 Il Modello Organizzativo prototipale per i Municipi

1.4.1   Generalità

Attualmente, la Pianificazione di Protezione Civile a livello comunale è riferita a tutti i Comuni in maniera indifferenziata, senza tenere conto delle varie tipologie e complessità territoriali presenti in Italia, sia in termini di popolazione residente, sia in termini di estensione territoriale, di localizzazione, di vie di accesso, di distanze dai servizi territoriali, di tempi di percorrenza, di popolazione fluttuante. Tale pianificazione è applicata anche a sistemi complessi e articolati come quelli delle Città Metropolitane.
La realtà degli oltre 8100 Comuni italiani è molto variegata. Per esempio, per quanto riguarda la popolazione, si va da Morterone, in provincia di Lecco, che nel 2001 contava 33 abitanti, a Roma che conta circa 2,8 milioni di abitanti residenti; per quanto concerne la consistenza territoriale, si va da Fiero di Primiero, in provincia di Trento, che ha un territorio pari a 0,15 kmq. (e 541 abitanti, nel 2001) a Roma che ha un territorio di superficie pari a 1.285,3 kmq. (pari alle 8 più popolate città italiane messe insieme). Roma è inoltre una delle 14 città metropolitane italiane identificate negli articoli 114, 117, 118 e 119 del titolo V della parte seconda della Costituzione italiana, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
In quanto tale, risulta difficilmente applicabile il consueto concetto di Piano “Comunale” di Protezione Civile che non tiene conto dell’articolazione e diffusione sul territorio dei servizi, dell’articolazione politico-amministrativa (municipi, circoscrizioni), delle distanze e dei tempi di intervento e di tutti quegli aspetti che rendono più complesse le modalità organizzative ed operative. Per le realtà metropolitane, andrebbe proposto un piano di tipo diverso, che deleghi parte delle procedure, oggi gestite centralmente, ai nuovi Municipi o Circoscrizioni che, per conoscenza del territorio e delle realtà locali, possono gestire le attività necessarie in maniera idonea.
In particolare Roma rappresenta una realtà metropolitana molto complessa: la stratificazione e l’interconnessione delle competenze a livello amministrativo - la complessa articolazione dell’Amministrazione Capitolina - la significativa estensione territoriale, il flusso quotidiano in ingresso ed in uscita dalla città, concorrono a rappresentare, solo in parte, un complesso e variegato quadro contestuale di azione.

Con la Deliberazione della Giunta Comunale del 14 maggio 1999, n. 1099, come per altro già evidenziato, è stato stabilito, che:

In una grande e complessa realtà urbana il traguardo di un sistema i cui componenti si muovano in maniera coordinata ed armonica non è di facile ed immediato raggiungimento.
In materia di protezione civile, alle complessità intrinseche citate prima, si somma il permanere di una cultura dell’emergenza rispetto a quella della programmazione. Per portare avanti un processo di cambiamento culturale e di sviluppo organizzativo, che guardi alla protezione civile come “sistema”, è necessaria una forte determinazione politica, un grande impegno professionale ed economico e una visione strategica.