2.2.9   Difesa dei beni culturali

Bene culturale è ogni cosa mobile ed immobile appartenente allo Stato, alle Regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico che riveste interesse per la collettività in quanto testimonianza dell’attività dell’uomo in tutte le sue espressioni. Questa definizione comprende, quindi, oggetti di interesse architettonico, artistico, storico, archeologico, urbanistico, etnografico, archivistico, bibliografico ed ambientale. L’influenza dell’uomo sul degrado del patrimonio monumentale e artistico di Roma è determinante ma anche i processi naturali contribuiscono alla progressiva disgregazione dei monumenti e rendono più difficile valutarne lo stato di conservazione. I pericoli ai quali sono esposti i beni culturali sono tali, nel genere e nella quantità, da rendere l’opera di protezione un compito permanente e particolarmente oneroso.
Proprio per questo motivo occorre razionalmente riconoscere i limiti e le reali possibilità delle strutture (Protezione Civile nazionale, comunale e Sovrintendenze ai Beni Culturali) preposte alla salvaguardia di questi preziosi elementi ad alta vulnerabilità. Innanzitutto è necessario classificare, nel modo più completo possibile, tutti i beni esposti poi, sulla base di questa indagine, andranno applicati alcuni criteri di discriminazione, per ottenere infine una scala delle priorità negli interventi mirati di salvaguardia, che sono l’unica azione possibile di prevenzione.

Rischio di esondazione del Tevere in aree del centro storico
La storia della città di Roma è scandita dalle inondazioni del Tevere. Avendo la comunità tecnico-scientifica raccolto i dati sulle modalità con le quali la città è stata colpita dalle alluvioni nel passato, è possibile ricostruire scenari di propagazione di un’onda di piena, relativa ad un certo evento, in area urbana. Queste valutazioni hanno permesso di perimetrare la parte di centro storico della città, contenente i principali beni culturali vulnerabili nella piana alluvionale del Tevere (vedi, ad esempio, scenario per l’evento Tevere e Aniene e Tavola 17).

Rischio di risentimento sismico in area urbana
Storicamente, il susseguirsi degli eventi sismici nella catena Appenninica, ha comportato conseguenze abbastanza consistenti su Roma, rilanciando la necessità di azioni di prevenzione in zone urbane che, quasi prive di sismicità locale, possono subire danni di un certo rilievo per effetto di eventi relativamente lontani. Dai cataloghi sismici risulta che lo scuotimento, in questa città, può raggiungere livelli di allarme anche per terremoti di energia intermedia con epicentro a molti chilometri di distanza da Roma.

Complessivamente, in questo tratto di Appennino, almeno una volta ogni due secoli, si sono verificati eventi sismici con energie notevoli, che hanno lasciato tracce ancora ben visibili in celebri monumenti della Roma imperiale, medievale, rinascimentale e barocca.
Gli studi più recenti hanno stabilito che le zone del centro storico dove è più forte il risentimento dei terremoti appenninici coincidono con i quartieri nei quali, durante il terremoto del Fucino del 1915, si sono verificati gli effetti maggiori (VII grado della scala Mercalli). In particolare la maggiore concentrazione dei danni si è verificata nella parte più bassa del centro storico, corrispondente alla valle alluvionale recente del Tevere. Infatti, in una valle alluvionale l’energia sismica incidente durante un terremoto rimane intrappolata, generando onde superficiali che persistono nella valle stessa e le riflessioni verticali delle onde sismiche nello strato superficiale rendono periodico il moto del suolo.

Vulnerabilità

Per il censimento dei beni culturali vulnerabili, non avendone uno aggiornato a disposizione, si fa riferimento all’elenco allegato al presente piano, risalente ad un censimento effettuato in occasione del Grande Giubileo del Duemila, che contiene informazioni in merito ai seguenti elementi ed è riportato negli Allegati del Piano:

Scenario predefinito e Stati di Attivazione
I Beni culturali, a Roma, che si ritengono coinvolti per qualsiasi tipo di evento sono diffusi e importanti per numero e qualità. Facendo perciò riferimento alla specifica Funzione di Supporto (Difesa dei Beni Culturali pagg. 96 e 97), è stata predisposta una generica attivazione, a partire dallo stato SA2 fino allo SA3, per ogni evento contemplato naturale o antropico. Le attivazioni delle Strutture ed Enti (Sovrintendenza comunale, ICR, Ministero dei Beni Culturali, deputati alla salvaguardia, immagazzinamento catalogazione, trasporto e ripristino del bene soggetto ad evento), sono contemplate nel quadro organizzativo dei soccorsi in emergenza. ma richiedono, più di altre, un adeguato approfondimento, soprattutto di tipo “pratico-esercitativo” che dovrà essere sostenuto nell’ambito delle attività di aggiornamento e sviluppo del piano, dalla Funzione Difesa dei Beni Culturali.